mercoledì 23 febbraio 2011

martedì 22 febbraio 2011

[... ] Ci son giorni che non sono importanti solo per te ... Forse questo è più importante per me che per te... quando le cose si ripetono perdono di valore. poi ci son cose, eventi unici, che non possono che toccarti l'anima, anche se di tempo ne è passato, anche se qualcosa è ormai svanita... Grazie Luca.Grazie.Come allora, esattamente un anno dopo, ti dico GRAZIE.

giovedì 17 febbraio 2011

se.sei.capace.di.farmi.morire.aiutami.a.vivere

[...] Era stato Leo e non Luca a toglierle il sonno quella notte. Luca non le provocava più alcuna sensazione. Leo aveva preso il suo posto, muovendosi restando fermo in un assurdo silenzio rumoroso. Quanto aveva pianto. Erano mesi che non piangeva così. E si chiedeva perché, ogni volta che qualcosa non andava come voleva, non faceva altro che voltarsi indietro. Per imparare cosa? A vivere? Lei sapeva vivere ragionando con la testa e non con il cuore...Luca glielo aveva insegnato bene come si fa... Ma era stanca, stanca, stanca. Aveva voglia di vivere col cuore, quel cuore che per troppo tempo aveva smesso di pulsare. Pensò a Leo, lo sentiva con se, come sempre del resto ... Pensò a Leo e disse: [ Ma se sei capace di farmi morire, aiutami a Vivere]

Come se fossi con me_Giuliano Dottori



[...] E nell'ascoltare questa canzone Susy si chiese:
"Ma è per Leo o per Luca?"

Morire

Ma chi l’ha detto che si muore solo quando si muore? 
Si comincia a morire a poco a poco
  • Si muore ogni volta in cui guardando indietro ci si rende conto di aver commesso errori che si potevano evitare
  • Si muore ogni volta che guardando il presente fiduciosi ci si accorge che è pronto a giocare con te come ha fatto il passato
  • Si muore ad ogni passaggio
  • Si muore ogni volta che ci si ostina a lottare contro i mulini a vento
  • Si muore quando si è disposti a morire per vivere la stessa emozione che poi ti uccide
  • Si muore quando qualcuno ci lascia
  • Si muore quando cambiamo rotta
  • Si muore quando si riporta un qualcosa “agli antichi splendori” e dopo un secondo cade in rovine
  • Si muore per una bugia
  • Si muore per una verità    
[Si muore continuamente]

mercoledì 16 febbraio 2011

Desiderio


Il Mio Sorriso è il Mio Desiderio
e i Desideri è meglio tenerseli stretti al Cuore
Sorriderò. Devi solo aiutarmi a non nascondermi da Te
Insegnami a sorridere ogni volta che mi manchi
Sempre

martedì 15 febbraio 2011

E.ma.che.palle.

[...] E Susy sbottò:
"E non è possibileeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
proprio quella canzone che mi riporta ad un anno fa...ma proprio oggi Leo doveva tirarla fuori e riportarmi a Luca? Ma vaffanculovaffanculovaffanculooooooooooooooooooo!!! E' proprio vero, il tempo cambia tutto ma non cancella mai niente ... come cancellare Luca?" Susy se lo chiedeva ripetutamente... "E come potrebbe mai Leo  cancellare del tutto Giorgia?"
 Ecco perché Susy riusciva a capire così bene Leo e a volte evitava discussioni...Giorgia era per Leo esattamente come Luca era per Susy. Era un dato di fatto, un qualcosa che nessuno dei quattro avrebbe potuto mai cambiare. Vite che si incontrano, poi si perdono per reincontrarsi nei meandri di quel mondo così paradossale. Susy e Leo, parlando di Giorgia e Luca avevano lo stesso identico tono nel raccontar di loro. Ma allora perché a Susy  faceva così male quella presenza di Giorgia? "vaffanculovaffanculovaffanculooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo"
continuò a ripetere ... "vaffanculo a ciò che ci è stato dato solo per il gusto di togliercelo, vaffanculo a chi non ha saputo capirci, vaffanculo ai sentimenti forti, vaffanculo a tutto ciò che era dentro, a tutto ciò che non è stato, vaffanculo a quelle notti che ci han ridato il sorriso per poi farci nuotare tra le lacrime. Vaffanculo al passato che non si cancella, vaffanculovaffanculovaffanculooooooooooooooooooo "
Susy nel chiudere gli occhi vide Leo e si rese conto Luca era diventato "un ricordo"... mai lo avrebbe immaginato!
"Vaffanculo, sono felice!"

lunedì 14 febbraio 2011

Racconterò

Ed ai nostri figli racconterò
questa giornata che sa di te
Quel tuo accennare un sorriso
quel chiedermi è per me?
           - Per chi altri poteva essere?!?-


Quell'incubo finito
e durato troppo a lungo
anche se solo lo spazio di una notte


Viva, riempita, illuminata
da quegli -occhi-
che il solo esistere 
riempie un mondo:


                                     - IL MIO -
     
                            

domenica 13 febbraio 2011

sabato 12 febbraio 2011

Dove sei...


- “come faccio a smettere di aver paura di perderlo?
- “ammettendo a te stesso che adesso è tuo
No. Non è vero. Non sei mio. Sei nei sogni che penso di giorno, sei nel fumo del caffè caldo che bevo la mattina, sei nella luce calda del sole gelido di febbraio, sei nell’odore della mia pelle che non riuscirò mai a sentire se non quando sono con te, sei nell’acqua bollente che mi cade addosso nelle mie interminabili docce, sei nel filtro di ogni sigaretta che mordo con le labbra secche dal freddo, sei negli spazi bianchi delle pagine che devo ancora scriverti, sei nelle mie notti insonni dove aspetto solo il calore delle tue mani sulle mie guance, sei nel sapore del sangue della mia lingua azzannata dai miei denti mentre cerco di trattenere il cieco desiderio di averti, sei in ogni mio passo stanco che trascino ogni notte verso quel letto pieno solo della tua assenza e del mio volerti. Circoli dentro questi polmoni rotti e liberi sogni come se fossero ossigeno. Sei in questo Cuore Lacerato che ha ancora paura di avvicinarsi alle tue mani per farti vedere quanto sangue ha perso e quanto sangue gli stai regalando. 
[Non è vero. Non sei Mio].
[Vivi semplicemente nei Miei Gesti senza che io abbia la forza di trattenerti].

Mai sabato sera fu così brutto ...

[...] Susy era d'avanti al fuoco, ma non era lo stesso fuoco che lei stessa si era premunita di preparare nel pomeriggio. Era sola, come sempre, a fissarlo. Stavolta era diverso... Aveva un peso dentro, un grosso macigno e pensanti lacrime che si fermavano in gola togliendole il respiro. Pensava a quanto fosse difficile amare,pensava che quanto più si ama più si sbaglia. Allora era innamorata per davvero? Era accaduto di nuovo? Giàgià, ci era cascata di nuovo... eppure aveva giurato a se stessa che non sarebbe mai più successo. I sentimenti... che cosa difficile da controllare ... Persa in quell'infinito,non riusciva a darsi una spiegazione...Persa in quel mondo cercava altri mondi, ma non ne trovava. Era a casa, ma non era quello il suo posto. Il suo posto era altrove, ma lei non lo aveva voluto ...
 "La bellezza ti si era seduta sulle ginocchia, e stava per abbracciarti, quando tu l'hai schiaffeggiata e l'hai mandata via." 
Rimbaud le avrebbe detto queste parole. E Susy sapeva dentro sè che Arthur aveva ragione ragionissima. Avrebbe voluto far qualcosa, qualsiasi cosa, ma era impotente... ormai era tardi, il sabato sera era svanito, ma non era svanita quella maledetta di Leo che l'accompagnata da quando domenica era andato via. Si sentiva persa, sola, in balia di se stessa, dei suoi errori. Sapeva che il cellulare avrebbe potuto anche spegnerlo, e forse stavolta temeva che fosse finita per davvero. Non respirava, le mancava l'aria, le mancava lui ... Avrebbe voluto essere a chilometri da lì, persa in un qualcosa che ormai sapeva di aver perso, perché lo avevano sempre detto entrambi che un piatto rotto si può incollare ma non tornerà mai come prima ... cosa avrebbe potuto fare? Erano quelle situazioni in cui priva di ogni lucidità si sentiva fragile, come una bambina che ha paura del buio... e in quell'istante due lacrime le solcarono il viso, lacrime amare, di rabbia, di dolore, di speranza forse... lacrime liberatorie. Quel 24 aprile credeva di averle buttate fuori tutte, credeva che si fossero esaurite definitamente. Ma l'amore le rigenera aveva capito... Amareamareamare ... perché amare irrimediabilmente significava soffrire per lei? Perché? Perché il destino le aveva riservato ancora e ancora sofferenza... Pensò di farla finita.Forse lo avrebbe fatto davvero... era debole, troppo debole... e stanca, troppo stanca. Sentiva le forze abbandonarla. Aveva perso il suo Leo, ed era un dolore troppo grande stavolta, più dell'amore stesso ...

Si mise a bere il suo cognac e continuò a fissare il fuoco...

Tutte le strade portano a te

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti,
sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili,
proprio perchè sono impossibili,
la nostalgia di ciò che non c’è mai stato,
il desiderio di ciò che potrebbe essere stato,
la pena di non essere un altro,
l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.
— Fernando Pessoa


giovedì 10 febbraio 2011

"Love U, But Don't Trust U Anymore"



Ti amo.ma non mi fido più di te...

E ti passa la paura!

“Un padre, volendo insegnare al figlio a essere meno pavido, lo fa saltare dai gradini di una scala. Lo mette in piedi sul secondo gradino e gli dice: -Salta, che ti prendo.- Il bambino salta. Poi lo piazza sul terzo, dicendo: -Salta, che ti prendo.- Indi il padre lo sistema sul quarto, poi sul quinto, dicendo ogni volta: -Salta, che ti prendo-, e ogni volta il bambino salta e il padre lo afferra prontamente. A un certo punto il bambino è su un gradino molto in alto, ma salta ugualmente, come in precedenza; questa volta però il padre si tira indietro, e il bambino cade lungo e disteso. Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi, il padre gli dice: - Così impari, mai fidarti..., neanche se è tuo padre.” James Hillman in “Puer Aeternus”

Interpretando ^^e.chissà.come.e.quando.finirà.se.non.è.già.finita^^

[...] Susy pensava tra se: "Io non voglio interpretare ciò che riporti...che senso avrebbe? mi piace interpretare la vita reale, quella vera, quella che tutti i giorni *vivo*, e con essa pesare i rapporti che intercorrono tra me e chi mi è vicino. Ad esempio, se volessi interpretare ciò che scrivi, tutto farebbe presagire che sei un giocatore professionista, che  non hai alcun rispetto di chi hai di fronte (me). Ma forse son solo modi diversi di concepire i rapporti. Chi pensa ai bicchieri e chi al raggio di sole.... Mah... Sarò strana io che penso a piccole attenzioni che in una *coppia* dovrebbero essere naturali e piacevoli o voi? Se non ci sono queste piccole attenzioni, è sintomo che c'è qualche problema, e se affrontandolo l'altro lo sminuisce, dovrebbe significare che non c'è. E invece no...io sento che c'è, e il mio istinto non mi ha mai tradito. Ma che gusto si prova? Dimmelo cosa provi a prenderti gioco delle persone ... Dimmi che gusto si prova a mettere la propria vita nelle mani di un'altra persona, oppure metterne una nelle proprie...E aprendo gli occhi scopro di pagare per colpe che non ho, scopro di pagare i tuoi errori, scopro di pagare i suoi capricci...Fidarsi.fidarsi.fidarsi...me lo dicono tutti ...ma ho fatto bene a fidarmi solo di me stessa, non avrei dovuto lasciarmi abbindolare da *tre parole tre* ... Torno in me, ti perderò forse, ma meglio non averti che averti a metà...posso ancora scegliere (io) tu sarai sempre scelto...Il mondo non si ferma: -E' fermo eppur si muove- "

mercoledì 9 febbraio 2011

Una Storia Sbagliata - Fabrizio De Andre'




* ... Semplicemente: Una storia sbagliata ... *
[…] Susy era stranamente serena oggi. Si sentiva di buonumore, libera, con la mente sgombra da ogni pensiero. Aveva letto una poesia di Emily Dickinson che l’aveva letteralmente rapita.
Come restare non affascinati da queste parole …
                “Perché ti amo”, signore?
perché
il vento non domanda all’erba
di dire come mai, quando passa
lei non riesce a restare ferma

perché lui sa, e tu?
non lo sai forse?
e noi lo ignoriamo
basta per noi
la saggezza che sia così

il lampo non ha mai chiesto a un occhio
perché si chiuse – quando lui passò
poiché sa che non può parlare
 e vi sono ragioni
non contenute nel discorso
preferite dalla gente elegante

l’alba, signore, mi commuove
perché è l’alba – e io vedo
per questo – dunque
io ti amo

Era esattamente ciò che avrebbe voluto dire a Leo. E per un attimo pensò che era stata stupida  a condividerla con 5000 persone e che sarebbe stato bellissimo *regalargliela*. Si, regalo, perché regalo può essere anche una frase, una parola, un gesto, una canzone, una poesia. Non son le cose materiali che contano, ma quelle semplici, parole e gesti puri dettati dal cuore.

.A volte è un niente a ridarti il tutto.

Rileggeva con la mente quel messaggio, quel niente che le aveva restituito la voglia di credere in tutto.

martedì 8 febbraio 2011

* E già lo amava ... *

[…] Susy oggi era seduta lì perdendosi  nel vuoto … Fissava invano quel telefono. D’avanti a lei ancora quell’immagine, quegli occhi in cui le era così facile perdersi dal primo momento in cui li aveva ritrovati. Aveva ancora il suo profumo addosso, nonostante fossero passati due giorni oramai, lo sentiva nell’aria, in ogni dove. Persa nei suoi pensieri, tutto la riportava a Leo, a quella notte che l’alba così velocemente aveva strappato via. Quante parole quella notte, Susy non ricordava di aver mai parlato tanto di lei: il solo pensarlo le faceva paura … Le squillò il cellulare, lo guardò titubante… quanto desiderava veder comparire il nome di Leo sul display … invece nulla, era Mattia, che in quell’ attimo di tempo libero, tra un cliente ed un altro l’aveva chiamata. Lo aveva fatto anche altre volte, anche quella domenica mattina, ma lei non aveva risposto, non perché Leo fosse con lei, assolutamente,  semplicemente non le andava di sprecare quegli ultimi attimi che poteva passare con lui. Con Leo, come mai con un altro, era sempre stata sincera. Era riuscita a raccontargli perfino di Luca. Non ricordava cosa gli avesse raccontato di preciso, ma era certa di avergli detto tutto ciò che in quel momento sentiva. Sicuramente non gli aveva detto che lo amava ancora: la fase dell’innamoramento era passata da un pezzo, vi era solo una forte stima nei suoi confronti, anche se ormai non avevano rapporti da tempo.
 Leo era riuscito con la sua * disarmante sincerità * ad annullare Luca.
Le mancava Leo, le mancava tutto di lui e mille pensieri sovraffollavano la sua mente. Aveva paura, una paura tremenda di perderlo. Capiva che non poteva far nulla, che era giusto che lei non sconfinasse. Ma quella silenziosità era capace di lacerarle l’anima. Silenzio lungo un giorno, silenzio che sembrava infinito. Infinito come quel che leggeva nei suoi occhi, infinito come la sofferenza che lui portava con sé e di cui mai le avrebbe parlato del tutto. Ma Susy sapeva che per alcune cose il tempo è la miglior medicina e glielo concedeva, riusciva nell’impresa, anche se le faceva male. Male. Male. Male.
Stava per solcarle il viso una lacrima, quando ricordò le sue parole scherzose:  “Se è un maschio si chiamerà Francesco e te lo puoi scordare, se è femmina, te la cresci tu … ”. Di colpo si rasserenò e pensò tra se: “Anche se è passato così poco tempo e il momento non è dei migliori, sarebbe la cosa più bella della mia vita. Un figlio è il frutto dell’amore, ed io, questo uomo qui, sono sicura di amarlo già!”

02 06 *11* 08 *adoroLAtuaManoNELLAmia*

« Perchè non pensi di non capire quando capisci di non pensare...
Capire, capire, capire il perchè delle cose. Capirne il senso. 
Non è una scelta voler capire, lo devi fare, non puoi farne a meno, è una cosa più forte di te. 
Giusto? »






Secondo me può anche succedere che una persona ti ami e tu non te ne accorga. 
Ma quando una che ti ha amato e smette di farlo è impossibile non accorgersene.



'Le tue mani intrecciate alle mie, 
palmo a palmo oltre l'orizzonte...'

Rumori...*






*Nulla al mondo fa più rumore di un sogno che si infrange. 
Nulla... se non il silenzio assordante di un cuore che si spezza,
 subito dopo.*



domenica 6 febbraio 2011

L’indovinello del “misterioso bambino”, tratto da Miele Amaro di Salvatore Cambosu


Due amiche che chiameremo Luisa e Valeria, rimaste vedove giovanissime, e con un figlio ciascuna, continuarono a volersi bene per molto tempo. Si può dire anzi che quella disgrazia le legasse, se possibile, più forte.
Il figlio di Luisa si chiamava Pietro, il figlio di Valeria, Marco.
Avvenne che, quando essi giunsero in età da prender moglie, le loro madri si scambiassero come legittimi mariti i propri figli. E così esse divennero ciascuna suocera e nel medesimo tempo nuora l’una dell’altra.
Il matrimonio di Pietro e Valeria rimase sterile, mentre Luisa e Marco ebbero un figlio che, dalla nonna, prese il nome di Valerio. Ma la madre di Valerio, Luisa, morì dopo aver dato alla luce il bambino.
Un giorno Valeria cullava l’orfano, quando venne a visitarla una sua cara comare, di nome Elena, la quale da molto tempo si era trasferita in un paese lontano e ora ritornava a rivedere i suoi luoghi.
Elena che non sa nulla della vicenda si meraviglia che quella sua comare vedova culli con tanto affetto un bambino…
- Bonas dies comare!
e comente sas dies bos passades?
Bos cherzo preguntare
de chie est su pizzinnu chi ninnades.
Ca deo no l’ischía,
pro cussu preguntare bos chería -.
- Comare mia, oddeu!
De ite cosa m’hazis preguntadu!
Fizu est de fizu meu,
frad’a maridu meu e m’est connadu;
e istimadu forte,
m’est nebode e connadu fin’a morte -.
Dezzìdilu in cust’ora:
battor coros chi Deus hat unidu:
fit a sa ninnadora
fizu’e fizu, a frade a su maridu:
e cun s’amore insoro,
fin chimbe e cumparian unu coro…

- Buongiorno, comare! Come avete trascorso tutto questo tempo? Mi permetto di domandarvi di chi è il bambino che ninnate. Perché a me, riesce cosa nuova, perciò ve ne voglio interrogare.
- Comare mia, o Dio! Che domanda m’avete fatto! È figlio di mio figlio, fratello di mio marito e mi è cognato; e, fortemente amato, mi è nipote e cognato sino alla morte.


*Quattro cuori che Dio ha unito: (il bambino) era figlio del figlio, e fratello del marito (dell’interrogata): e con il loro amore, erano cinque e sembravano un cuore solo…*

Ten Sharp - You





Va tutto bene
Finchè tu
Sei accanto a me

Parla o non dire niente
Non mi importa i tuoi sguardi non mentono mai
Sono sempre fuggito
Alla ricerca di quello che cercavo

E sono sempre stato insicuro
Fino al momento in cui ti ho trovato

Le parole spesso non vengono facilmente
Non ho mai imparato
A mostrarti il mio lato interiore
Lo so piccola mia

Sei sempre stata paziente
Tirando fuori quello che cercavo di nascondere

E sono sempre stato insicuro
Fino al momento in cui ti ho trovato

Tu, tu sei sempre stata nella mia testa
Tu, tu sei l’unica per cui ho vissuto
Tu, tu sei il mio fuoco eterno
Tu sei sempre la mia stella che brilla

La notte è sempre una buona amica
Un bicchiere di vino, e le luci basse
Tu distesa al mio fianco, io pieno di amore
E di speranza…

sabato 5 febbraio 2011

Il Piacere...*

[...]"Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte l'ore, di tutti gli attimi;
non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata della sola tua presenza sull'essere mio; vivere tutto il giorno nell'aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò; nutrire l'immagine delle tue carezze, quando sei partito, e di nuovo possederti in un'ombra quasi creata;
sentirti, quando io dormo, sentirti, sul mio cuore, vivo, reale, palpabile, mescolato al mio sangue, mescolato alla mia vita;
e credere in te soltanto,
giurare in te soltanto,
riporre in te soltanto la mia fede, la mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che sogno, e tutto quel che spero..."



venerdì 4 febbraio 2011

Fidarsi ...

[...] Impietrito il mio volto mentre mi porgeva quella domanda!
Una semplice domanda, come quelle rivoltami tante altre volte!
Stavolta no però, stavolta aveva un sapore diverso...
Quel viso era avvolto dall' imbarazzo e dalla paura della risposta (domanda semplice ma difficile da evitare...) Sarà che certe cose le prevedo, le sento prima che accadono...Un tempo sarei scattata come una molla dicendo: " stupida ragazzina, ma chi credi di prendere per il culo???"
Mi sarei alzata e con un sonoro "vaffanculo" avrei sbattuto la porta nell'andare via definitivamente...si perché quando lo faccio non torno indietro, MAI ...
Sono stata al suo gioco...ma la sua bugia, il suo ingannarmi in un certo senso, è stata peggio di una coltellata.
 E allora mi son detta: "Susy, fidati solo di Susy e di chi è al tuo fianco, la sua  unica colpa, se di colpa si può parlare, è quella di essere se stesso!"