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giovedì 1 dicembre 2011

[. EEG .]



Poi un giorno ti imbatti in 'qualcosa' di cui avevi dimenticato l'esistenza. 
Stesso tracciato dell' EEG ... 'Piatto'. 
La musica non era cambiata...
 L' elettroencefalogramma rimaneva piatto!

lunedì 3 ottobre 2011

'Mai scusarsi per aver detto ciò che si sente. Sarebbe come dire scusami per essere vera.'

Il tempo non si ferma. Non ti da tregua, anche quando pensi che sembra essersi fermato. Corre senza darti nemmeno il tempo di accorgetene. E 'correndo' divora tipo 1127.361 giorni, per poi sbatterteli in faccia in un solo colpo. Ma questo si sapeva già da ieri-ieri-ieri-ieri-ieri.Ieri.Ieri è già oggi. Non si scappa dal domani, anche quando lo si teme. Lo si affronta con il sorriso e con la voglia di vivere, anche quando sai che su quel 6x6 si aggirano le Due Ombre giganti che nelle battaglie precedenti han tatuato la vittoria a fuoco sulla tua pelle, nella tua anima. Che poi è quello il momento in cui ci si chiede se la loro sia stata davvero una vittoria o una sconfitta... Se la vera vittoria non sia di chi ha ancora il coraggio di guardare negli occhi quel che Ombra non è più. Sì certo, si può tentennare, se ne può aver paura. Ma passa. Eccome se passa. Passa quando sei lì a ripeterti che 'di coraggio non si muore di paura chi lo sa'. E allora accendi quel meccanismo che ti regalerà giorni pregni di sensazioni, di entusiasmo, di preparativi, di emozioni nell' immaginare ogni frammento.



E vedi tutto con nuovi occhi. Quelli che non sapevi di possedere. Quelli che hai rubato a 'L' Ombra del vento' nel tentativo di fermare il suo incessante avanzare.

Sorridi cantando con lui ..





.. cambiando il testo. E ti illumini ripetendo:


[ .. mi fa tristezza vedere la gente,
che sogna di comprare tutto e si accontenta di niente,
Ti guardo, sorrido e non sei cambiato,
dall'ultima volta che ti ho perdonato.
Eh che cosa vuoi che ti dica,
con te sto bene anche se ormai è finita,
stasera ho voglia di brindare a un'altra storia d'amore
per noi che non ci "amiamo" più.
Beh che cosa vuoi che ti dica,
ti voglio bene anche se ormai è finita,
non sarà certo nessuno a cancellare quest'anno
e non sarà stasera a cancellare una vita intera.]



[ .qualcuno c'era ancora.qualche altro no.]

giovedì 29 settembre 2011

Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi?

[..] Brindisi fra due anime in una notte umida di sorrisi e densa di pioggia.
Hai mai annusato la pioggia?
Sa di fresco, sa di cose belle, di cose passate..
L' hai mai assaggiata?
Sa di tutto e di niente..
Mi piace andare sotto quella pioggerellina così delicata che sembra carezzarti.
Mi piace il profumo della terra bagnata.
Profuma di Magia..
Magia di quegli occhi da cui lenta discende e diviene sorgente da bere.
Spostiamoci.
Si è sempre un po' altrove..
Un po' prima, un po' dopo, come in quelle Notti incantate di fronte ai mattini limpidi.. quando le dita si districano nel buio a dar luce alle lampare.
Tutto corre veloce. Stringo gli occhi lavorando ad una piccola ombra di memoria, ad un pensiero presto smarrito di cui rimane solo il piacere di averlo avuto. Avrei voluto fissarlo, scriverlo per conservarlo e riprenderlo, e invece io, che riesco a perdere anche me, ho perso anche lui..Forse come Me tornerà al'improvviso.. ne rimane una piccolissima ombra persa nel bagliore di quella Notte che non ha avuto né inizio né fine. Un po' come i giorni in cui Sole e Luna sembrano non esistere, come quelle freddi mattine che arrivano a svegliarti da un sonno mai addormentato. Giornate difficili e infinite, senza oggi o domani, senza niente che ti scaldi le ore mentre l'orologio segna il tempo che passa senza lasciar traccia di se, 'cadendo nel grigiore di un tempo che però ti resta dentro'. 
Ci son giorni in cui arriva il domani così velocemente e ti rendi conto di non aver vissuto oggi, e ti rendi conto di aver sprecato tempo prezioso che ti avrebbe portato anche solo un battito da ricordare.
Esco a raccogliere un attimo insapore.



[Succede così che il cuore strappa il tempo e ci si sposta altrove..
a colorare attimi e conservarne l'essenza.]




venerdì 2 settembre 2011

Accorata preghiera

[..] Mordono e ti portano via i pezzi. I rimorsi? No, non sono i rimorsi, quelli era davvero improbabile che Suz li avesse. E proprio perché non aveva rimorsi puntualmente i pensieri la rapivano, soprattutto quella sera, i cui 'occhi' erano sotto quel palco ad ascoltare.

"Non pensarci. Non pensarci. Non pensarci. Non pensarci. Non pensarci. Non pensarci. Non pensarci. Cazzo! Non pensarci - si ripeteva - la vita non è poi tutta qua. Abbracciami stanotte e non pensarci. 'Vedi la stessa nuvola che vedo io?' Chissà perché devo sempre trovare qualcosa che ci tenga vicino.. Ti rivedo sul letto di rose disteso all' ombra di quel forte pioppo. Quanti inverni son passati? Quante primavere? E quanti occhi ancora ad accendersi e spegnersi nei nostri? Nessuno che sia rimasto, che si sia fermato? Nessuno in cui sia rimasta, in cui mi sia fermata. Che senso avrebbe avuto fermarsi distratta a guardare? Dovrebbero inventare un antidoto per i pensieri, perché non ti penso almeno una volta al giorno, ti penso ogni istante di tutti i miei giorni. Tu ignori cosa sto facendo, io ignoro che fine abbia fatto."
Non l' avrebbe cercato per nessuna ragione al mondo anche se le mancava come in inverno la primavera. Ma Suz era così, piuttosto che sentirsi dire 'il piumino è in tintoria, non ce l'ho', preferiva morire di freddo. Aveva freddo in quella sera di inizio settembre, quando le foglie ancora sono in letargo. Indossò il golf che le aveva regalato la mamma lo scorso Natale, mise su Chopin e in silenzio, lentamente, si mise a pregare:

Insegnami nel silenzio della pioggia a scordarmi di pensare.
Insegnami a imparare l'amore che vive.
Insegnami a farlo uscire da me.
Insegnami ad aprire gli occhi quando lo sfiora col sorriso.
Insegnami ad annullare l' odio, il rancore, la distanza.
Insegnami ad amare sempre e comunque, a donare ancora sorrisi e ingoiare le lacrime.
Donami la speranza di credere ancora.
Sii la mia luce, la mia guida.,il mio cammino.
Amen

giovedì 25 agosto 2011

Docile

Nel tempo che non ha tempo
dolce risveglio sul guanciale dei sogni.
La prima immagine che oltrepassa gli 'occhi'.
Silenzio sfuma nei colori. 
Dolce 'alba' che mi sorprende.

Se non ho te



'E come i sogni che bruciano, dietro un sorriso piano si nascondono. Ed ho paura di dirti che, io non ho niente se non ho te...'

martedì 23 agosto 2011

Vagabondant dans le sentiers des songes d'une nuit d'été


Attimi di suprema vicinanza
 incredibili folate di vento a catapultarti lontano. 
Sarebbe quieta la vita senza amore..
sicura, calma forse, ma incredibilmente noiosa.
Sogni di una vita d'amore. 
Sogni di una vita senza amore.
Sogni che non ci fanno dormire.
Sogni che ci fanno svegliare.
E tutto è più bello quando si ha una mano da stringere.

giovedì 18 agosto 2011

Oltre l'ombra del vento

Rivedo i tuoi occhi nella solitaria folla.

[A]

La voce a te dovuta


Se mi chiamassi, si,
se mi chiamassi!
Io lascerei tutto,
tutto io getterei:
i prezzi, i cataloghi,
l'azzurro dell'oceano sulle carte,
i giorni e le loro notti,
i telegrammi vecchi
e un amore.
Tu,che non sei il mio amore,
se mi chiamassi!

E ancora attendo la tua voce:
giù per i telescopi,
dalla stella,
attraverrso specchi e gallerie
ed anni bisestili
può venire. Non so da dove.
Dal prodigio, sempre.
Perchè se tu mi chiami
-se mi chiamassi, si , se mi chiamassi!-
sarà un miracolo.
ignoto senza vederlo.
Mai dalle labbra che ti bacio,
mai
dalla voce che dice: "non te ne andare".


Pedro Salinas


[Toujours 'Aube]

venerdì 12 agosto 2011

Penso a te nel silenzio

J.H. Fussli,'Il silenzio', 1799-1800 (Olio su tela)


Penso a te nel silenzio della notte, quando tutto è nulla,
e i rumori presenti nel silenzio sono il silenzio stesso,
allora, solitario di me, passeggero fermo
di un viaggio senza Dio, inutilmente penso a te.
tutto il passato, in cui fosti un momento eterno,
è come questo silenzio di tutto.
tutto il perduto, in cui fosti quel che più persi,
è come questi rumori,
tutto l’inutile, in cui fosti quel che non doveva essere,
è come il nulla che sarà in questo silenzio notturno.
ho visto morire, o sentito che morirono,
quanti amai o conobbi,
ho visto non saper più nulla di quelli che un po’ andarono
con me, e poco importa se fu un’ora o qualche parola;
o un passeggio emotivo e muto,
e il mondo oggi per me è un cimitero di notte,
bianco e nero di tombe e alberi e di estraneo chiardiluna
ed è in questa quiete assurda di me e di tutto
che penso a te.


[F. Pessoa]

giovedì 4 agosto 2011

.. ancora 'Infinito' ..

Cos'è l'infinito? 
...E' quando il cielo e il mare son dello stesso colore! 
Se si potesse capovolgerli, allora il cielo riempirebbe tutto il mare; e il mare tutto l'immenso cielo! 
...lo colgo in te e in ogni tua parola, in ogni fremito di silenzio, in ogni battito della tua mente, in ogni tuo respiro mai respiro!
... Senza limiti, senza conoscerci, per noi parla qualcosa che non sentiamo e non vediamo ma che c'è.
...Perché, dimmi perché con te non riesco a trovare nessun altro modo per dirti quanto mi sei necessario?
Perché sei così cattivo da togliermi qualunque pensiero e farlo tuo?
Forse quell' isola che non c' è esiste davvero. Voliamo verso di lei.
Libertà: la nostra unica, vera libertà sono i SOGNI. 
Sono in noi, luminosi, infiniti... e segreti...

mercoledì 3 agosto 2011

Il tuo cuore lo porto con me

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
tu sei quel che luna sempre fu
e quel che un sole sempre canterà sei tu
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l'anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

Edward Estlin (E. E.) Cummings

domenica 31 luglio 2011

Notturno



[.E poi mi manchi, sai? Sento la tua mancanza in tutti gli angoli della mia vita... Ho il pensiero pieno di te: anche di notte, se proprio vuoi saperlo..]

venerdì 29 luglio 2011

Ti ho cercato mille volte tra tante volte che correvo verso la vita.. Ho incontrato i tuoi occhi..e lì mi sono persa ..per sempre..


Che senso avrebbe dire? 
Sarebbe farsi male.
Non ha senso.
' .. e visto che a parole non mi salvo, parla per me silenzio ch'io non posso.'

[ .. Nei tuoi occhi ritrovavo anche un po' di me..
..'oltre']

giovedì 28 luglio 2011

Numeri che ti cambiano la vita


[...] aveva passeggiato tutta la notte sul lungomare della spiaggia deserta. Non sorrideva, ma neppure era triste. Era bello. Nuvole azzurre più intense del blu sprizzavano il cielo cobalto, mentre altre si vestivano del biancore delle stelle. Sul fondo del mare, custode dei loro segreti, quegli astri, più luminosi delle gemme preziose, scintillavano. Mare blu oltremare profondo. Spiaggia violacea che pareva anche rossastra. Era quasi mattina e si lasciò cadere ai piedi della grande duna. Suz era sfinita. Quel lungo viaggio non l'aveva ancora sbalzata alla meta. Pensò di tornare indietro, ma subito si ricredette.
' Che senso ha tornare indietro quando avanti c'è molto di meglio? '
Non sapeva cosa c'era, cosa avrebbe incontrato lungo il viaggio, ma sapeva che aveva sulla pelle la certezza che l'avrebbre ricordato anche quando ormai allo stremo delle forze avrebbe dimenticato tutto di se stessa e forse anche oltre. L'aveva inciso sulla pelle. Si, perché quella non la freghi. Sulla pelle c' è la memoria e i segni non sono nient' altro che  lividi che scottano da cui non puoi liberarti. Prigioniera degli eterni ricordi, sapeva che non ci sarebbe mai più stato un altro 22 maggio, un altro 22 luglio. Un numero marchiato a fuoco sul suo corpo. Un numero che aveva segnato più volte la sua vita. Era giunto il momento di dare a tutto il giusto valore: ai momenti irreversibilmente terribili e assolutamente spaventosi, all'aura stupenda, magnifica e meravigliosa. Solo in questo modo quella corrente non l'avrebbe trascinata via. Solo in questo modo quel ramo l'avrebbe tenuta in vita.  In fondo, erano solo due numeri, due pezzi di un puzzle differente. Combaciavano, ma non componevano lo stesso disegno. 


Petali di cenere

C'erano giorni in cui Suz si sentiva persa. Giorni in cui il suo più grande ed unico desiderio era quello di vivere solo un brutto sogno da cui molto presto si sarebbe svegliata. La vita a giorni, a tratti, le appariva un incubo che incombeva sul suo essere. Lievi passi avanti la riconducevano indietro. Aveva un macigno ormai sul cuore, sul corpo, sull' anima. Accettando, camminando, rifiutava di credere che fosse vero. Una fogliolina che il vento aveva trascinato al mare per poi disperderla in quell' immenso oceano. Parole irte come aculei sempre più pungenti. lei, rinchiusa nel suo mondo ovattato, sanguinava al solo sfiorarle. Sangue rosso vivo, ardente, profumato di rose ricopriva il suo corpo, e quegli stracci e quelle essenze tanto amate erano divenute un' inutilità. Lividi neri tinti di rosso. Eppure fino al tramonto precedente era nuda, vestita nient' altro che di un leggiadro e purpureo kaftano. Erano bastate quelle cinque lettere a stravolgere il ritrovato precario equilibrio. Chiuse gli occhi e si rifiutò di vedere, di sentire. Ma con la testa piena di boati, tremante, sudata, e il sangue che pulsava, implose in silenziose e cocenti lacrime che, stabilitosi in petto, le toglievano il respiro. Dio quante volte si era sentita così prima di allora... ma come aveva potuto dimenticare? Era come se fosse stata la prima volta. A certe cose non ci si abitua mai o l'aveva respirato talmente forte da non riuscire più a cacciarlo via? Non fece che chiederselo quella sera, anche quando decise di uscire con Cristina per non pensare, per vedere altro, per sentire nuove parole, per ascoltare quelle vecchie storie del marinaio che tornato a casa dopo anni non vi aveva trovato niente altro che pietre diroccate, sterpaglie morte e fiori appassiti. Voleva recarsi lì. Toccare con gli occhi il nido del marinaio. Volse lo sguardo al fiore tra le rocce, che si era nutrito di lacrime di cielo e che era morto lì dov'era nato. Nessuno l'aveva raccolto mai per adornare la sua casa..nessuno. Ognuno si avvicinava ad ammirare il suo splendore, ad inebriarsi del suo profumo, ma nessuno aveva mai detto: ti colgo, ti porto con me. Chissà quante volte quel fiore aveva sperato che qualcuno lo cogliesse per strapparlo al suo destino. Magari proprio quell' ultimo viandante fermatosi a lungo ad osservarlo. Era andato via più ferocemente di chiunque altro. Da quando era partito cominciò a sfiorire, a morire e nessuna lacrima di cielo seppe più ridargli la vita, mi raccontò il marinaio. E fu per questo che, quando arrivai, trovai soltanto un ramo secco e petali di cenere che il vento avrebbe ricondotto al mare.

mercoledì 27 luglio 2011

Soffiati al vento


Quello che si prova lo si deve cacciare fuori, anche un "ti voglio bene".
 E non si deve pensare: "no, non lo dico perché è presto". 
No, è così che funziona: Se lo si sente dentro lo si dice. 
Anche dopo un'ora, un giorno, un mese o un'anno. 
I sentimenti non devono restare chiusi in noi..
 [A]

In un tramonto


Nel rosso tramonto
della vicina sera
nell’ Infinito mi perdo:
Sento il pulsar del mare
il suo respiro si unisce
al battito.
L’incalzar dell’onda
lambisce la mia ombra...
Un vibrar di ali
frulla;
vola un gabbiano
nell’ azzurro cielo.

Ti sento…
sei qui.

lunedì 25 luglio 2011

Suz


"Silenzio. Non rimane che odor di gelsomino;la sola cosa uguale a un tempo -quante volte poi tornata a sentire-
fine che non ha fine!"

(J.R.Jimenez)

“Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?”

[..] I sogni la sfinirono. 
Dall’ insonnia passò a sonni profondi, travagliati; mentre i 'Sogni' le disintegravano l’anima ogni notte. Anzi no, la disintegravano al mattino o al risveglio, ché non sempre combaciavano. 

Un mattino che diveniva una lotta contro i pensieri lunga ventiquattro ore. Giorno dopo giorno.
Anche quella notte erano stati insieme. In casa sua, seppure fosse una casa diversa da quella che aveva conosciuto. Erano tranquilli, quasi come se fosse normale trovarsi lì. Era legato, proprio come nella realtà. Lo era sempre nei suoi sogni. Il peso di questa verità era così forte da non abbandonarla nemmeno nella finzione. Ma non voleva staccarsi da lui. Le diceva di stare tranquilla, proprio come sei mesi prima, quando lei, in casa sua, c’ era davvero. Suonava strano però in quell' oggi, perché le cose erano un bel po' diverse. Adesso lui era proprio 'fidanzato'. Più di quanto non lo fosse allora, pensò.
C’ era la sua famiglia, quella famiglia che non aveva mai conosciuto. Nessuno badava a lei, mentre lui non si staccava un attimo. E mentre si spostavano da una stanza all’altra, in quel girare insensato all’ interno della grande casa illuminata, lui continuava a toglierle i vestiti. Uno per volta. Senza però spogliarla mai. 
Diceva che voleva fare l’ amore con lei. 

Ecco il punto. Ecco cosa diceva. Ed ecco il momento in cui faceva  male. Come la parte migliore di un film che ti porta il cuore in gola e rallenta il fiato. 
La stessa sensazione di quando ormai si erano spogliati, di fretta, quella notte di un passato remoto. Nessun preliminare, dopo mesi di preliminari mentali. Nessuna parola, dopo mesi di parole dette e scritte. 

Poco dopo era dentro di lei. 
Non aveva mai sentito nessun altro così suo. 
E non s'era mai sentita appartenere così a nessun altro.
Non glielo avrebbe più permesso.


Ed  in quel silenzio riempito dai loro respiri, urlava un amore disperato.
Quanto l’ aveva amato in quel lungo istante. Quanta vita c’era in lei. 

“Ma risulto stronzo anche se ti dico che adesso mi dispiace un po' di più non rivederti mai più?” …

le sue parole del dopo, con un “più” di troppo. 
'Lui così attento a ciò che scrive. Lui che è un Dio, quando si tratta di parole.'
Anche lui doveva essere provato. Quell’ errore a testimoniare la sua confusione. Come una debolezza momentanea. 
Perché non s’ eravano scambiati i corpi. 

Quella è roba da gente normale.
Quelli come loro si scambiavano le vite. 
E lei non era mai riuscita a dirgli che mentre si fondevano piangeva. Lui non doveva aver visto la sua faccia contorcersi in un misto di disperazione e godimento. 

Lui non aveva sentito la sua voce muta, urlare “ti amo”. “Ti amo.” Dannazione ti amo. Sono tua. Tienimi. Sono tua. Voglio esserlo per sempre. Per sempre.
Ed esattamente come quel giorno, anche quella notte lui voleva fare l’ amore con lei. Non posso più aspettare, le diceva. Le toccava le spalle. Era sempre dietro di lei, ad un passo di distanza. Senza lasciarla mai. Continuava a tenerla.



'Ci sono, diceva senza mentire.'
Poi il risveglio. 
Niente di erotico. Niente di eccitante. Niente sesso. 
Solo amore.
E quella sensazione, sempre la stessa, di una mancanza incolmabile. Di un desiderio troppo forte.
Innaturale e spaventoso. Un dannato buco nero. Un buco che porta il suo nome. 

E la paura di un amore che è una malattia.

Di un vuoto infinito chiamato assenza.