' Ci sono Donne troppo fragili per andare in frantumi. A queste appartengo anch' io'
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venerdì 12 agosto 2011
De petits morceau
'La saggezza mi dice che io non sono niente; l'amore mi dice che io sono tutto: fra i due corre la mia vita.
venerdì 29 luglio 2011
Ti ho cercato mille volte tra tante volte che correvo verso la vita.. Ho incontrato i tuoi occhi..e lì mi sono persa ..per sempre..
Che senso avrebbe dire?
Sarebbe farsi male.
Non ha senso.
' .. e visto che a parole non mi salvo, parla per me silenzio ch'io non posso.'
[ .. Nei tuoi occhi ritrovavo anche un po' di me..
..'oltre']
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L'ombra del vento
martedì 19 luglio 2011
Come l' Alba dopo la Notte
Un incontro che cambia la vita e che porta luce in un periodo buio,
un legame d'amore che vince la morte e vive in eterno.
Cuore di Casa
Mi sei entrato nel cuore.
Passando dalla strada degli occhi
e delle orecchie mi sei entrato nel cuore.
E qui cosa fai?
'Stai'.
Abiti il mio cuore come una 'Casa'.
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sabato 25 giugno 2011
giovedì 23 giugno 2011
Ode alla Croce del Sud
{..} E non mi rispose
La Croce del Sud:
proseguì, proseguì il suo viaggio
spazzata
dal vento.
Lasciai la lira allora
da una parte,
sulla strada,
e abbracciai la mia amata;
e mentre avvicinavo
i miei occhi ai suoi occhi,
vidi in essi,
nel loro cielo,
quattro punte
di diamante infuocato.
La notte e la sua nave
nel suo amore
palpitavano
e baciai ad una ad una
le sue stelle.
La Croce del Sud:
proseguì, proseguì il suo viaggio
spazzata
dal vento.
Lasciai la lira allora
da una parte,
sulla strada,
e abbracciai la mia amata;
e mentre avvicinavo
i miei occhi ai suoi occhi,
vidi in essi,
nel loro cielo,
quattro punte
di diamante infuocato.
La notte e la sua nave
nel suo amore
palpitavano
e baciai ad una ad una
le sue stelle.
PABLO NERUDA
mercoledì 22 giugno 2011
In tutti i sensi come l' Amore
Commovente, lo sguardo dei cani quando vogliono costringerti a fare qualcosa per loro. Guarda me. Poi il guinzaglio appeso al muro. Lo so che vuoi uscire. Ora mi alzo. Ora lo porto. Ma prima deve vuotare la ciotola. Voglio vederlo scoppiare, voglio che la pancia gli diventi tonda e dura come un'enorme anguria. Voglio vedere il lardo accumularsi sulla schiena e sui fianchi. E' bello essere grassi. Portarsi addosso tutto l'amore del cibo che hai ingoiato, tutti i gesti gentili di un amante o di un amico che hanno avvicinato un pezzo di pane intinto nel sugo alla tua bocca, un tartufo di mare irrorato di limone, un quadratino di cioccolato fondente. Bello riempirsi, navigare nella dolcezza piena della carne, nel denso delle sostanze che costruiscono minuto dopo minuto parti di te. Esserci interi, occupare lo spazio, sentire sotto le dita il proprio corpo che esiste e che cresce. Dev'essere bello. Per gli altri.Non per me. Io sparisco. E rinasco nuova. Leggera come un velo da sposa, sottile come un filo d'erba.
martedì 22 marzo 2011
Io non ci sono
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa… Il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…— Charles Bukowski
sabato 12 marzo 2011
giovedì 10 febbraio 2011
E ti passa la paura!
“Un padre, volendo insegnare al figlio a essere meno pavido, lo fa saltare dai gradini di una scala. Lo mette in piedi sul secondo gradino e gli dice: -Salta, che ti prendo.- Il bambino salta. Poi lo piazza sul terzo, dicendo: -Salta, che ti prendo.- Indi il padre lo sistema sul quarto, poi sul quinto, dicendo ogni volta: -Salta, che ti prendo-, e ogni volta il bambino salta e il padre lo afferra prontamente. A un certo punto il bambino è su un gradino molto in alto, ma salta ugualmente, come in precedenza; questa volta però il padre si tira indietro, e il bambino cade lungo e disteso. Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi, il padre gli dice: - Così impari, mai fidarti..., neanche se è tuo padre.” James Hillman in “Puer Aeternus”
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